Fideiussioni Digitali: da luglio in sandbox, a ottobre il lancio

È tutto pronto per l’avvio del test di Fideiussioni Digitali, progetto guidato da CeTIF, SIA e Reply.

A fine ottobre l’industrializzazione?

Dal punto di vista funzionale, legale e tecnologico la soluzione è già progettata: a luglio parte la sperimentazione su dati reali in sandbox (supervisionata da un Comitato Scientifico che coinvolge le aziende aderenti, Banca d’Italia, Ivass, Guardia di Finanza), mentre a fine ottobre dovrebbero iniziare l’industrializzazione e l’adozione massiva. Potrebbe essere un bis per la blockchain Made in Italy, dopo il live di Spunta DLT delle scorse settimane.

Frodi per 1,6 miliardi di euro

Anche perché il progetto, cui partecipano oltre 30 realtà, nasce da un’esigenza precisa: non solo portare maggiore efficienza e trasparenza nell’ambito delle fideiussioni, ma anche affrontare il problema delle frodi in questo ambito. «Un’inefficienza di sistema - spiega Imanuel Baharier, General Manager di CeTIF Advisory - individuata durante le attività di ricerca CeTIF: la scarsa digitalizzazione dei processi in uso comporta un forte appesantimento di tutte le fasi del ciclo di vita delle fideiussioni. La necessità di gestire documenti cartacei e la difficoltà di intercettare la presenza di garanti costretti a operare in condizioni di scarsa trasparenza hanno portato a una significativa crescita delle frodi, che negli ultimi quattro anni hanno raggiunto, secondo la Guardia di Finanza, 1,6 miliardi di euro».

Bilanciare molteplici interessi

La blockchain, nella sua declinazione DLT, è particolarmente indicata per tutti quegli ambiti in cui si vuole raggiungere maggiore trasparenza e fiducia in un ecosistema composto da molti partner. «Abbiamo optato per la tecnologia DLT – prosegue Baharier – che consente nativamente e in maniera intrinseca di bilanciare molteplici interessi afferenti a ecosistemi comuni, con lo scopo di tutelare l’equilibrio dinamico dell’universo bancario, assicurativo, della P.A., delle realtà corporate e delle associazioni: una meravigliosa opportunità di applicare in modo efficace tecnologie innovative per risolvere un problema reale ed estenderne i benefici a livello di sistema. La disponibilità riscontrata dalle Authority, Banca d’Italia e IVASS in particolare nel condividere gli obiettivi dell’iniziativa ha contribuito a conferire un ulteriore elemento di prospettiva sistemica al progetto».

30 realtà hanno già aderito

Al progetto Fideiussioni Digitali aderiscono anche Acquedotto Pugliese, ANCE Lombardia, ANCI Digitale, ANCI Lombardia, AON, ASMEL, Assolombarda, Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, Cattolica Assicurazioni, Cedacri, Comune di Bari, Comune di Milano, Confindustria Digitale, CONSIP, HERA, ICCREA Banca, InfoCamere, Innolva, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Reale Group, Regione Lombardia - ARIA, Regione Siciliana, Roma Capitale, Terna, VIVIgas energia. Nel progetto Reply ha il ruolo di partner industriale con la società dedicata del Gruppo, Blockchain Reply, «in cui abbiamo concentrato le competenze maturate dal 2014 in ambito blockchain – racconta Maurizio Sironi, Associate Partner di Blockchain Reply. Grazie al contributo attivo di tutti i soggetti convolti in questa fase in rappresentanza di banche, assicurazioni, imprese e pubbliche amministrazioni, stiamo progettando una soluzione molto ampia e versatile, che potrà di fatto essere utilizzata da tutti gli attori di mercato. Stiamo lavorando affinché Fideiussioni Digitali possa diventare uno standard in Italia e all’estero per l’emissione e la gestione delle fideiussioni».

La collaborazione libera il potenziale

La DLT mette in collegamento tutte le realtà coinvolte, con i rispettivi sistemi informativi, secondo un approccio fortemente collaborativo tra i player dell’ecosistema. «Questo secondo aspetto, in particolare, è fondamentale per sfruttare a pieno il potenziale di questa tecnologia – commenta Sironi – e per creare una soluzione digitale di sistema orientata all’agevolazione del coordinamento dei diversi attori coinvolti, alla riduzione del fenomeno delle frodi, attraverso informazioni certificate a tutte le controparti interessate, e la digitalizzazione della fideiussione, efficientandone nel complesso l’intero processo di gestione».       

Altri progetti verso la sandbox

Che questo sia solo uno dei molti casi di uso in cui la DLT e la blockchain possono portare valore è convinto anche Baharier. «Il modello sandbox, con il suo framework unico – osserva – consente la sperimentazione in field di soluzioni digitali di frontiera, con l’appoggio delle autorità competenti, in ambito collaborativo e precompetitivo. All’interno delle nostre sandbox si crea sempre una magia speciale, che consente agli attori più diversi di collaborare e sperimentare con la massima libertà e diligenza; e di portare quindi a casa un valore davvero unico. Abbiamo già concluso con successo due progetti che si avviano ora verso le successive fasi di industrializzazione: la nostra pipeline è estremamente ricca, sempre in ambito DLT/Blockchain abbiamo diverse iniziative su cui stiamo lavorando e che contiamo di portare a compimento nei prossimi 12 mesi».

 

Alla base c’è la SIAchain

Il progetto Fideiussioni Digitali si basa sull’infrastruttura di SIA, la SIAchain. «Una robusta infrastruttura europea permissioned, creata grazie agli investimenti sostenuti negli ultimi anni – racconta Andrea Galeazzi, Direttore Capital Markets & Network Services di SIA – che consente di lanciare applicazioni innovative basate sulla blockchain, passando dalla pura sperimentazione all’avvio in produzione. È stato così per la Spunta Banca DLT di ABI Lab e puntiamo al medesimo obiettivo anche per le Fideiussioni Digitali. SIAchain si propone, quindi, come l’infrastruttura che collega i nodi blockchain di tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa al fine di garantire loro un ambiente sicuro e protetto per la gestione delle fideiussioni. Grazie alla tecnologia DLT, banche, assicurazioni, imprese e Pubbliche Amministrazioni, nonché istituzioni e associazioni, potranno quindi digitalizzare in modo semplice ed efficace un processo oggi in gran parte manuale».

La blockchain? È come il web

E la creazione di questo ecosistema tecnologico integrato, che abilita la collaborazione tra realtà finance, corporate e P.A., apre la strada a nuove iniziative, «quali sistemi di reverse factoring o di gestioni crediti alle imprese – conclude Galeazzi. L’efficientamento del sistema produttivo nazionale, soprattutto in questo periodo complicato per le possibili ricadute a causa del Covid-19, è un obiettivo che deve diventare una priorità strategica per il Paese. Pensiamo a come si sono evolute le applicazioni online di cui tutti abbiamo beneficiato, partendo dalla creazione del World Wide Web e del linguaggio html negli anni ’90. Ecco, con la blockchain sarà esattamente la stessa cosa: siamo solo agli inizi, c’è un mondo di applicazioni innovative e nuove opportunità di business che stanno ormai bussando alla nostra porta e che porteranno vantaggi concreti alla vita quotidiana di ciascuno di noi. E siamo pronti a supportare questo sviluppo».

 

Scritto da Alberto Grisoni