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La notifica di esportazione dei rifiuti

La notifica esportazione rifiuti è un procedimento che viene avviato da tutte quelle imprese che sono autorizzate alla gestione dei rifiuti e dai soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

È quindi un processo che viene gestito dal soggetto notificatore che solitamente si trova all’esterno dell’azienda interessata all’esportazione dei rifiuti e può essere una società specializzata e autorizzata, ovvero uno studio di consulenza ambientale.

 

Perché il notificatore non si trova all’interno dell’azienda interessata all’esportazione dei rifiuti?

Solitamente questa figura è esterna perché necessita di aggiornamenti costanti in materia di diritto ambientale e di autorizzazioni particolari che esulano dalle competenze dell’impresa interessata.

Esistono comunque alcuni casi particolari in cui alcune aziende possiedono un responsabile ambientale interno, ma nella maggior parte dei casi si affida la gestione ambientale ad un soggetto terzo, per evitare responsabilità e sprechi di risorse.

 

L’attività di notifica esportazione rifiuti si svolge in tre fasi differenti per garantire un circolo di esportazione ecologicamente corretto:

  • il processo inizia quando il soggetto notificatore a cui l’azienda produttrice di rifiuti si appoggia, richiede la modulistica specifica online;
  • dopo aver ricevuto dagli uffici regionali competenti tutte le nozioni riguardanti il numero di notifica, l’agenzia incaricata compila il documento, allegando la documentazione richiesta dal regolamento. Chiaramente, nella compilazione della notifica, devono essere inseriti tutti i dati relativi ai soggetti coinvolti e al rifiuto trasportato;
  • il notificatore invia quindi la procedura di notifica all’autorità competente di spedizione, che è incaricata di trasmettere la notifica alle autorità competenti. Queste ultime devono dare il proprio consenso o formulare obiezioni entro trenta giorni.

Cos’è la notifica esportazione rifiuti e perché è importante

La notifica esportazione rifiuti è un procedimento che viene avviato da tutte quelle imprese che sono autorizzate alla gestione dei rifiuti e dai soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

È quindi un processo che viene gestito dal soggetto notificatore che solitamente si trova all’esterno dell’azienda interessata all’esportazione dei rifiuti e può essere una società specializzata e autorizzata, ovvero uno studio di consulenza ambientale.

 

Che tipo di autorizzazioni servono?

 

Non tutti possono effettuare la notifica e quindi il trasporto transfrontaliero di rifiuti, per questo motivo, molte aziende non possono svolgere questo tipo di attività per conto proprio. Esistono perciò alcune realtà specializzate autorizzate a svolgere questo tipo di attività.

 

Possono effettuare la notifica e il trasporto transfrontaliero di rifiuti soltanto le aziende iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e che quindi hanno specifici requisiti per poter ottenere il consenso all’esportazione dei rifiuti nei casi previsti dal Regolamento CE n. 1013/2006. Tutti gli elementi che sono coinvolti nella spedizione devono prendere le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano gestiti con i metodi corretti descritti nel regolamento durante l’intero iter della spedizione.

 

Per procedere con la notifica e spedizione dei rifiuti si deve creare un vero e proprio contratto fra l’elemento incaricato della spedizione e il destinatario dei rifiuti.

Se invece una spedizione non può essere portata a termine, il notificatore ha l’obbligo di riprendere in carico i rifiuti.

Le spedizioni transfrontaliere, di cosa si tratta?

Il regolamento CE n. 1013/2006

Le spedizioni transfrontaliere di rifiuti tra Stati membri dell’Unione Europea e i rapporti d’esportazione con i Paesi terzi, sono disciplinati dal regolamento CE n. 1036 del 2006, che ha abrogato il precedente regolamento CEE n. 259/2003.

 

Il regolamento CE n. 1013/2006 innova il campo delle spedizioni transfrontaliere, semplificando tutte le procedure di controllo sullo spostamento di rifiuti. Si basa infatti sul sistema di notifica: come dicevamo prima, non è più richiesto che la notifica venga effettuata direttamente dal soggetto interessato, ma questa operazione avviene tramite l’autorità competente di spedizione, la quale, dopo aver ricevuto la notifica da un’agenzia, provvede a inviarne una copia all’autorità competente di destinazione.

 

Per quanto riguarda la normativa vigente a livello nazionale a proposito della spedizione transfrontaliera di rifiuti, si fa riferimento all’art. 194 del Testo Unico Ambientale, Decreto Legislativo n. 152 del 2006, il quale si appoggia ai regolamenti comunitari che regolano la materia, nonché agli accordi bilaterali di cui agli articoli 41 e 43 del Regolamento CE n. 1013/2006.

 

Il Regolamento CE n. 1013/2006, afferma che, per assicurare che i rifiuti siano gestiti in modo ecologicamente corretto, l’impianto che li riceve, dovrebbe essere gestito in conformità di norme in materia di tutela della salute umana e ambientale che possano essere considerate equivalenti a quelle previste dalla normativa comunitaria.

 

Questo regolamento europeo serve a definire le procedure di controllo per le spedizioni dei rifiuti, vengono quindi controllati l’itinerario, la destinazione e il tipo dei rifiuti. L’art. 3 per esempio, definisce la procedura generale da seguire in relazione alle spedizioni dei rifiuti all’interno della Comunità Europea fra stati membri o con transito attraverso paesi terzi, importati nell’UE da paesi terzi, esportati dall’UE verso paesi terzi in transito nel territorio dell’UE con un itinerario da e verso paesi terzi.

 

Questo regolamento si occupa di gestire tutti i tipi di rifiuti che possono essere spediti a esclusione dei residui radioattivi, i quali hanno sistemi di controllo appositi.

 

Esistono ovviamente anche alcuni divieti che il regolamento 1013/2006 prevede riguardo alle esportazioni di rifiuti tra l’Unione europea e i Paesi terzi.

Non sono consentite le esportazioni di rifiuti destinati allo smaltimento verso Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Questo divieto però, non si applica alle esportazioni di rifiuti destinati ai Paesi EFTA che aderiscono alla Convenzione di Basilea, per i quali vigono le stesse regole che attengono alle spedizioni intracomunitarie. Sono però richieste alcune ulteriori integrazioni, che valgono anche per le esportazioni di rifiuti destinati al recupero verso Paesi ai quali si applica la decisione O.C.S.E.

In conclusione

L’obiettivo principale delle regolamentazioni e della disciplina che regola i processi di spedizione transfrontaliera di rifiuti è quindi quello di garantire un’efficace tutela dell’ambiente e della salute umana, prediligendo il trasporto di rifiuti allo scopo del loro trattamento, piuttosto che il loro spostamento per fini puramente commerciali.

Inoltre, le nuove regolamentazioni che riguardano la notifica e le esportazioni dei rifiuti sono anche pensate per poter semplificare tutte le procedure.

Detto ciò, è necessario appoggiarsi a realtà specializzate nel processo di notifica esportazione rifiuti poiché è un procedimento che deve essere eseguito in modo ecologicamente corretto ai fini di evitare sanzioni.